NÉ PADRI NÉ FIGLI

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RECENSIONE DI ROSA ELENIA STRAVATO

Oggi vi porto a scoprire una storia che ne contiene due: la storia di due personaggi, a tratti antitetici, che vi faranno affezionare alle loro complesse identità.

Strutturare un personaggio significa farlo parlare nella propria lingua, ascoltato e capire cosa vorrà fare della sua esistenza e, Osvaldo Capraro, ha saputo cogliere tutte le sfumature dei suoi compagni di scrittura.

Badate bene!

La stesura di un personaggio è la parte più complessa nel raccontare una storia: si hanno due possibilità e collimano, profondamente, con l’aspettativa di chi leggerà quella storia. O il personaggio è spudoratamente una marionetta, altrimenti, è un essere vivente. Questo romanzo, edito da TerraRossa Edizioni, si colloca nella seconda tipologia. Questa è la sua peculiarità: è un romanzo che vive attraverso ciò che fanno i suoi personaggi. Che si nutre di piccole incomprensioni, di falle, di disguidi e della corsa alla mutevolezza del genere umano. Né padri né figli è un romanzo amaro e vero,  che si confronta con il turpe mondo della  Sacra Corona Unita raccontandocela nella maniera più articolata e diretta: ci porta nella sua lingua madre, ci consegna gli atti di quel pittoresco noir che può sfuggire alla finzione per essere, brutalmente, reale.

Due binari che si incrociano. Due rotte per lo stesso battello piratesco:  quello di Mino,  un ragazzo dall’infanzia complessa e burrascosa e quella di don Paolo un  viceparroco in piena  crisi vocazionale.

Dove si trova la luce della razionalità?

Dove si nasconde la vocazione di ognuno?

Mino ha la fascinazione per il mondo del calcio e subirà l’allegra chiamata del mondo clandestino e malavitoso pur di sfoggiare la maglia che popola il suo immaginario di football player . Sulla strada del cammino fedelissimo, però, al nostro don compare la donna della tentazione. Una donna capace di spostare quelle certezze e di annidare il seme della preoccupazione. I personaggi si daranno la mano in un tango vorticoso, degno dei peggiori scenari pensabili. Cadranno come marionette in pezzi, si guarderanno ad uno specchio opaco per trovarsi come non si erano mai visti.

Incalzante.

Appassionante.

Avvincente.

Questo è un romanzo che si ama dalle primissime pagine, che aiuta a comprendere i meccanismi della scrittura per immagini e che collima con la sopraffina arte del entertainment. Un testo che consiglio ai lettori di noir e del genere dell’avventura. Ma, devo ammetterlo, sarebbe un’ottima lettura a chi pone dei limiti alla propria esistenza in virtù di dogma e priorità troppo radicate.

 

 

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