Gli istanti dell’IO

RECENSIONE DI ROSA ELENIA STRAVATO

Ho letto un libro che mi ha portato al tempo del Liceo, uno di quei libri che avrei dannato eternamente a causa delle perfide interrogazioni è finito tra le mie mani e con stupore, devo dire, mi ha parlato come non mai.

Un’opera di speculazione filosofica, oggi, è un’opera abbastanza ambiziosa: parlare di filosofia, con tutti i tuttologi che si aggirano nei meandri web e non, rappresenta un atto di indiscutibile amore per la Sapienza. Il bisogno di filosofare per  Aristotele – nascerebbe dalla meraviglia”, ovvero dal senso di stupore e di inquietudine sperimentata dall’uomo quando, soddisfatte le immediate necessità materiali, comincia ad interrogarsi sulla sua esistenza e sul suo rapporto con il mondo.

«Infatti gli uomini hanno cominciato a filosofare, ora come in origine, a causa della meraviglia…>>

Ilaria Occhinero ha proposto un’attenta e graziosa analisi dell’Io. Un concetto che è stato attraversato da grandi e illustri mentalità ma che, oggi, ha ancora bisogno d’essere conosciuto. In fondo, la curiosità, non si limita alle nozioni già prestampate ma cerca nella novità il gusto della scoperta continua ed evolutiva.

Il testo, edito da Kimerik, investiga il problema filosofico-cartesiano “mente-corpo”: è esperienza abbastanza comune per ognuno di noi quella di identificare le emozioni provate in base a sensazioni fisiche; così ci capiterà di sentire il cuore in gola o lo stomaco chiuso quando aspettiamo con ansia e un po’ di timore il verificarsi di un evento tanto atteso, oppure impallidiremo e ci sembrerà di essere paralizzati dalla paura di fronte ad un evento spaventoso oppure ancora arrossiremo e tremeremo di rabbia di fronte ad un grave torto subito. 
Riflettendo su queste ed altre analoghe esperienze appare chiaro che il corpo è lo sfondo di tutti gli eventi psichici e quindi considerare del tutto logico la presenza di uno stretto legame tra mente e corpo o, ancor più considerare del tutto scontata l’unità somato-psichica dell’uomo, unità che implica una profonda ripercussione del benessere fisico sugli stati d’animo e viceversa una profonda influenza delle emozioni sul corpo e sul suo benessere tanto da richiedere che qualsiasi malattia fisica venga indagata non solo da un punto di vista medico e psicologico, ma anche considerando l’aspetto emotivo che l’accompagna. Ovviamente, nel flusso filosofico dell’autrice, troverete delle chiavi d’analisi ben strutturate capaci di sembrare delle “istruzioni per l’uso comune”.

Ed è così che, quel celebre “conosci te stesso”, diventerà la nenia attraverso cui lasciarsi cullare in un viaggio a vele spiegate nei processi dei nostri mille essere.

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