LA MERAVIGLIOSA LAMPADA DI PAOLO LUNARE

RECENSIONE A CURA DI ROSA ELENIA STRAVATO

Cristò ha scritto un libro che spinge ad analizzare quanto si ha paura di affrontare. Il testo, pubblicato da TerraRossa Edizioni, racconta del limite sottile e labile che esiste quando si parla di “colpe” e “menzogne”.

Il confine tra “detto” e “taciuto” può essere una condanna mortale, può diventare un atto di dimenticanza ma… Nel limbo delle incertezze diventa un atto grave, paragonabile ad una delle più grandi disonestà che si possano compiere in una vita. In queste spaccature nasce l’opera dell’autore che, a tratti con impetuosa arroganza, spiega quanto sia fallace la natura dell’essere umano. Nel celebre Peer Gynt viene affermato che “l’uomo è per natura maestro di frode”, è forse da qui che è partito l’autore per analizzare uno spaccato comune ai più. Uno spaccato che riesce a immobilizzare, raffreddare le anime umane.

Quella tra Paolo e Petra è una storia di amore, una di quelle che potrebbero esser definite “perennemente sull’orlo di una crisi”. Una storia fatta di carne, ossa, abbracci, romanticismo spicciolo ma piena zeppa di inganni.

In fondo che cosa è un inganno?

Una omissione a fin di bene o una mancanza di rispetto?

Tra rancori primordiali, gesti irrazionali, confusioni cosmiche; il romanzo si presenta come universo in collisione con sé stesso ma con la potenza universale della parola che dispiega le coscienze e le conoscenze. Un racconto che sveste più che donare certezze, che mette in crisi ed è questa la sua bellezza autentica!

Non vi è spazio alcuno per il buonismo o per le convenzioni canoniche: la commedia umana, nella sua veste più incandescente, viene spiattellata come una telenovelas cruda e brutale. Un romanzo irriverente, intoccabile, intollerante.

Un buon testo con il quale fare quattro chiacchiere e cercare di comprendere quali sono i nostri tarli, i nostri abiti comodi per renderci capaci di liberarci da quei macigni che scegliamo di sopportare per non piegarci al giudizio e alla condanna altrui.

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